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About 2017-10-11T15:41:10+00:00

Figlio d’Arte

STEFANO È FIGLIO D’ARTE: SUO PADRE ERA INFATTI L’INDUSTRIALE FERRARESE RENATO SAINI, PROPRIETARIO DELLA STORICA MOLINI ERIDANEA SAINI.

Seguendo le orme paterne, negli anni Ottanta Stefano si trasferì in quel di Novara per gestire insieme allo zio il molino di Borgomanero, affinando così le proprie doti imprenditoriali.

La conferma delle sue capacità arriva nel 2000: all’alba del nuovo millennio accetta infatti la sfida lanciatagli dalla famiglia Costato, che gli affida la direzione del nuovo impianto livornese ‘Grandi Molini Italiani’.

Buon sangue non mente, e quel molino che macina 1.200 tonnellate di grano tra duro e tenero al giorno raggiunge la redditività già nei primi anni.

L’avventura in Eurovo

LE CAPACITÀ IMPRENDITORIALI DI STEFANO ATTIRANO BEN PRESTO LE ATTENZIONI DELLE PIÙ GRANDI REALTÀ INDUSTRIALI ITALIANE:

Nel 2008 inizia dunque la sua avventura all’interno di Eurovo, leader internazionale nel campo della produzione di uova, dove rilancia l’azienda veneta ‘Maia’ e gestisce la commercializzazione delle materie prime dei mangimifici del gruppo sul mercato nazionale ed internazionale.


Stefano è però continuamente affascinato dalle nuove sfide, e per questo, nel 2011, accetta di diventare l’amministratore delegato della Molini del Po, molino a grano duro con una potenzialità di 320 tonnellate giornaliere dei fratelli Toso, proprietari del Pastificio Rey di San Damiano d’Asti.

Ai giorni nostri

Il 16 gennaio 2015, all’apice della sua carriera, Stefano viene colpito da un ictus. Questo non basta però a fermarne l’estro, anzi, questa battuta d’arresto diventa uno stimolo per una nuova avventura: infilando nel nome proprio la data di quel giorno buio, per sottolineare così la sua voglia di rimettersi in gioco, Stefano fonda Agrisai1601, che punta a fornire una consulenza attenta ed esperta agli imprenditori del settore cerealicolo.

Stefano mette dunque a disposizione dei suoi clienti le sue eterogenee competenze, maturate in oltre trent’anni passati nel settore della trasformazione dei cereali. Il tutto con un volto umano, sottolineato dal fatto di devolvere il 50% del ricavato per la cura delle persone colpite da ictus.